Scegli come vivere, ma ricordati di amare il tuo simile

 Vivere secondo le convenzioni sociali può essere l'unico modo giusto e sicuro per abitare questo pianeta?

E chi sceglie di vivere per strada lontano dalle sicurezze come un barbone, deve per forza essere considerato diverso, sporco e inferiore?

Perchè un modo di vivere alternativo dovrebbe ridurre una persona alla sua condizione "materiale", senza tenere conto della sua umanità, dei suoi sogni o della sua dignità?

Se rispettiamo i valori fondamentali come il rispetto verso gli altri e la sincerità nelle relazioni, e non cerchiamo di "imbrogliare" il nostro prossimo, allora non c'è convenzione sociale che possa reggere di fronte a questi principi.

Nel rispetto altrui e della propria integrità, la modalità in cui scegliamo di vivere diventa un dettaglio secondario, se in ogni situazione continuiamo ad amare il nostro simile. 

La vera misura della nostra umanità non si trova nelle scelte superficiali, ma nel modo in cui trattiamo gli altri, indipendentemente dalle circostanze.

#sceglicomeviveremaricordatidiamareiltuosimile

Commenti

  1. In ritardo...ma ci sono...
    Quello che scrivi è una riflessione importante. Vivere secondo le convenzioni sociali non è l’unico modo giusto di stare al mondo, è solo il più comune e accettato. Ma questo non significa che chi sceglie una strada diversa sia sbagliato o inferiore.
    Ci insegnano che per essere rispettabili dobbiamo avere una casa, un lavoro, delle regole da seguire. Ma chi ha deciso che questa è l’unica via possibile?
    L’amore verso il prossimo non dovrebbe dipendere da dove viviamo, da cosa possediamo o da quanto seguiamo le convenzioni sociali. Eppure, chi sceglie di vivere in modo diverso, magari senza una casa fissa o lontano dalle sicurezze materiali, viene spesso guardato con diffidenza, a volte persino con ribrezzo.
    Perché accade questo? Perché nella nostra società siamo abituati a giudicare le persone in base a ciò che hanno e non a ciò che sono. Vediamo chi vive per strada come qualcuno di "diverso", di "inferiore", quando in realtà dietro ogni volto c’è una storia, un’anima, una sensibilità che merita rispetto.
    Ma l’umanità non si misura dagli abiti che indossiamo o dal tetto sotto cui dormiamo. Si misura dalla capacità di amare, di rispettare, di riconoscere negli altri la stessa dignità che vogliamo per noi stessi. Se imparassimo a guardare oltre le apparenze, forse scopriremmo che la vera ricchezza non sta nelle cose materiali, ma nel calore che sappiamo donare e nell’amore con cui scegliamo di vivere.


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